Nov 2

Transeunte, cioè “momentaneo”, “transitorio”: è l’ennesima volta che uno scandalo sessuale trasforma i quotidiani italiani in giornaletti porno. E noi dovremmo ancora dire transeat. Read the rest of this entry »

Ott 20

In Italia è ormai abitudine definire “satira” qualsiasi offesa gratuita lanciata da un gruppetto di figuri che si autodefiniscono “comici”. Ma la cosa più fastidiosa è dover ricevere continuamente lezioni di morale da questi buffoni: loro difendono la democrazia, la libertà di stampa e di parola, l’onestà della sinistra contro la corruzione berlusconiana. Read the rest of this entry »

Ott 12

L’indimenticabile Tomas Milian, in un’intervista al programma Stacult (Rai Due), ha detto che «l’Italia ha bisogno di Silvio Berlusconi», così come negli anni ’60 aveva bisogno di Alberto Sordi.

È una intuizione strabiliante, che mi lascia il sospetto che er Monnezza legga Costanzo Preve (o viceversa): Read the rest of this entry »

Ott 4

Questa me l’ero persa: un’intervista ad Haaretz (“Not afraid to die” di M. Rapoport, 24/09/07) dove Roberto Saviano racconta le sue radici ebraiche e confessa una passionaccia per Sabbatai Zevi.

Avevo creduto che Saviano fosse soltanto uno di quei sionisti fai-da-te (tipo Travaglio), invece sembra che il “messia della legalità” senta una vera e propria “vocazione” per quel blando retaggio giudaico, tanto da tenersi una menorah sul tavolo di casa e dedicare un kaddish a Enzo Baldoni.

Al quotidiano israeliano racconta: Read the rest of this entry »

Ago 31

L’amico AntiFeminist mi segnala due articoli di Paolo Barnard, a causa dei quali il Nostro è finito “sotto l’artiglieria pesante delle Capre Femministe”.

Era da tanto che non leggevo il sito di Barnard, più o meno dai tempi del suo geniale annuncio “AAA Cercansi” («Cerco giovani ragazze in età 20-30 massimo, molto carine, ma molto, che abbiano un chiaro interesse in quello che ho detto, e che di conseguenza siano disposte a trombarmi»), del quale ho anche parlato in questo blog.

Non perché avessi qualcosa contro gli sfoghi di un povero giornalista cinquantenne, ma perché negli ambienti del giornalismo alternativo c’è sempre il rischio di imbattersi in personaggi piuttosto ambigui, che magari “giocano” per anni al ruolo del ricercatore indipendente, fino a quando non decidono di “farsi esplodere” (metaforicamente) trascinando con sé tutti gli altri. Credo che alcuni possano capire di cosa sto parlando [1].

Questo tuttavia non può essere il caso di Barnard, ne sono certo. Il motivo per cui ogni tanto si lascia andare a patetiche confessioni è dichiarato –implicitamente- nei suoi articoli contro i “Paladini dell’Antisistema” [2]. È un modo tutto suo per non diventare un’icona, per restare un anti-eroe.

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Giu 12

Vogliamo parlare delle ridicole reazioni di una parte del PD che ha impedito a Gheddafi di parlare al Senato?

Io non posso credere che Franceschini e i “veltroniani” siano talmente stupidi da cadere in una simile contraddizione. In verità, non è proprio impossibile credere nell’imbecillità dei politici, ma è probabile che sotto ci sia dell’altro.

 

Gheddafi ha pronunciato frasi che in Italia non possono essere pronunciate.

Per esempio, ha paragonato l’attacco dell’11 settembre ai bombardamenti americani dell’86. Ma non solo: ha persino parlato del partitismo italiano come “aborto della democrazia”.

Si può, ovviamente, essere in disaccordo. Ma il fatto è che certe cose noi non siamo più nemmeno in grado di pensarle.

 

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Mag 9

Settimana scorsa Paolo Barnard ha ben pensato di inviare questo annuncio a tutti i lettori del suo sito:

 

«Cerco giovani ragazze in età 20-30 massimo, molto carine, ma molto, che abbiano un chiaro interesse in quello che ho detto, e che di conseguenza siano disposte a trombarmi. Cioè, mi incontrano, chiacchierano per un po’ e poi si scopa. Alcool e altre sostanze incluse. Contattatemi via mail: dpbarnard@libero.it. Grazie. Paolo Barnard». Read the rest of this entry »

Mar 7

Sono costretto ancora una volta a parlare di Beppe Grillo e della sua macchina pubblicitaria, che riduce ogni questione seria a carosello commerciale.

Avevo promesso, la volta scorsa, di non parlarne più, ma in questo caso si può considerare soltanto un intermezzo.

Dicevamo: l’ultima malefatta di Beppe consiste nell’iniziativaFree Blogger”, una pagina del suo sito dove ognuno può fotografarsi in una posa ridicola per sponsorizzare il proprio blog.

Ah, ci sarebbe anche l’inevitabile appello o sottoscrizione contro il malcapitato di turno: si tratta di Gianpiero D’Alia. Un politico che «è considerato da molti blogger (Es. Beppe Grillo) uno dei simboli dell’oligarchia non democratica italiana» (pensiero ritrovato nella discarica di Wikipedia).

“Simbolo dell’oligarchia non democratica”? Se fossi al posto di D’Alia, lo scriverei direttamente sui biglietti da visita

 

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Feb 25

Grazie a Paolo Barnard, siamo venuti a conoscenza delle edificanti dichiarazioni di Marco Travaglio su Israele. Riportiamo due passaggi salienti:

 

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Feb 7

Questo è il penultimo articolo che mi accingo a dedicare a Beppe Grillo. Ho deciso che non ne parlerò più, ma i motivi di tale scelta li saprete solo con il prossimo pezzo.

Già da questo comunque si può capire come la penso: di Grillo è ormai superfluo parlarne, perché non conta più nulla.

 

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Gen 27

Non sono riuscito a trovare il nome del primo curatore italiano di 1984 che tradusse l’espressione elementare Big Brother con quella di “Grande Fratello”, un’eresia semantica (sarebbe come dire scapola per l’inglese nubile), divenuta incredibilmente proverbiale.

La traduzione esatta, come tutti sanno, è “Fratello Maggiore”; eppure anche da questo banale equivoco è nata l’ennesima occasione di attuare il bispensiero in corpore vili.

In che modo ciò avvenga è semplice da spiegare.

 

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Gen 24

 

Ricordo perfettamente il giorno in cui smisi di leggere il blog di Gennaro Carotenuto: fu quando mi arrivò dritto in faccia un articolo al fulmicotone, “Un nazista cretino si ammazza con la macchina e quel deficiente antisemita di Maurizio Blondet dà la colpa agli ebrei” (13 ottobre 2008). Così recitava il messaggio:

 

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Gen 7

 

Rispetto a pochi mesi fa, sul web sono apparse una marea di pagine contro Beppe Grillo. Noto che sono soprattutto personaggi di sinistra ad attaccarlo. Lo credo bene: i V-Day di Beppe durante il biennio 2006-2008 sono stati una delle cause della caduta del governo Prodi. I complottisti già mormorano: è stato pagato per danneggiare il nascente Partito Democratico, prima invitando i suoi seguaci ad una fallimentare astensione dalle urne, e poi alleandosi definitivamente con Di Pietro proprio nel momento in cui il partito dei magistrati sta bersagliando il centro-sinistra.

Giusto contrappasso: Beppe Grillo in fondo ha sposato qualsiasi complottismo, purché “presentabile” (per tale motivo ha abbandonato signoraggio e scie chimiche: troppo poco chic per il suo nuovo personaggio mediatico). Tuttavia, dopo aver creato il clima del “grande complotto” dietro ogni angolo, non poteva che rimanere lui stesso vittima di quella mentalità.

 

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Nov 21

Un interessante volumetto di Fulvio Abbate, Sul conformismo di sinistra [Gaffi Editore, Roma, 2005] è disponibile gratuitamente presso il sito della casa editrice Gaffi.

Il titolo si aggiunge ad una lunga lista di opere “controdemocratiche” (nel senso del partito), molto composita, tra le quali spiccano l’eccellente La Sinistra rivelata di Bontempelli e Badiale, il più recente Eutanasia della sinistra di Barenghi, i saggi di Berselli e Ricolfi ecc… Read the rest of this entry »