Le guerre, è vero, si fanno per migliaia di motivi; ma non per questo è sbagliato valutare l’apporto ideologico del femminismo alla creazione dello “scontro di civiltà”. Read the rest of this entry »
Non intendo commentare la morte dei soldati italiani in Afghanistan, o altri avvenimenti di stretta attualità, ma soltanto ribattere ad alcune affermazioni che ricorrono sempre più spesso nel linguaggio giornalistico e quotidiano. Read the rest of this entry »
Dopo otto anni di letture “complottiste” sull’argomento, sono giunto alla conclusione che l’11 settembre non sia stato un auto-attentato.
Premetto subito che a convincermi non sono stati i vari siti italiani di “anti-complottismo”, per i quali confermo le critiche espresse nel mio articolo “I professionisti dell’anti-complottismo”. Il fenomeno dei “debunkers all’amatriciana” è complementare a quello del complottismo dilagante. Non starò qui a ripetere le mie opinioni a proposito (già approfondite nell’articolo).
Vorrei segnalare soltanto una cosa: l’incapacità dei debunkers (parlo soprattutto dei dilettanti) di opporre agli avversari altre ragioni oltre quelle che loro chiamano “scientifiche”.
Non sapendo molto di politica o di storia, gli “anti-complottisti” imbastiscono le loro “contro-tesi” avendo come unico punto di riferimento culturale i documentari di National Geographic, gli articoli di Focus e le pagine di Wikipedia.
Tutti possono immaginare che, se ad un “complottista” si oppongono ragioni scientifiche, quello ribatterà che la scienza è controllata del governo, e quindi non è oggettiva (una tesi, per altro, non disprezzabile, a patto che si siano letti Kuhn, Lakatos o Feyerabend).
«La buona guerra santifica ogni causa» è una frase di Nietzsche che molti amano citare. Il senso, per chi la pronuncia oggi, sarebbe: “non importa per quale causa si fa la guerra, l’importante è combatterla bene”. Ma in Nietzsche il concetto è meno banale: egli è in polemica con tutta la tradizione occidentale precedente, che anteponeva ipocritamente la “morale” alla volontà di potenza.
Anche in questo, il “superuomo” si era sbagliato: non esiste la buona guerra senza una buona causa.
Vale la pena citare la risposta di Sergio Romano ad un lettore apparsa sul Corriere di martedì, “Quando Stalin per vincere divenne un patriota russo”: Read the rest of this entry »
Titolone del Corriere: «AHMADINEJAD, AGGRESSIONE A ISRAELE».
L’Iran ha deciso di lanciare la bomba atomica -che non ha- contro il “piccolo popolo”?
Ma no. Il presidente iraniano ha solamente fatto un discorso ad una conferenza. I delegati europei sono scappati dall’aula strappandosi barbe e gonnellini (alcuni erano pure vestiti da pagliacci, in divisa ufficiale).
Un tempo, tale diserzione sarebbe stata una esplicita dichiarazione di guerra. Magari lo è, chi lo sa. L’isteria comunque è ai massimi livelli. Read the rest of this entry »
Le reazioni contro le manifestazioni filopalestinesi a Milano sono assolutamente risibili.
Titoli indignati e farneticanti, tipo “La presa del Duomo è una dichiarazione di guerra”, come scrive Giulio Meotti sul Foglio dell’8 gennaio 2009: Read the rest of this entry »