Nov 4

Abbiamo già spiegato che la parola “omofobia” non significa nulla. Venne creata nel 1971 dallo psicanalista (e militante gay) George Weinberg, giocando sul termine homos, che nello slang americano indica gli omosessuali.

Quando la parola venne tradotta, per instaurare la gaia psico-polizia negli atri paesi, ne risultò un pastrocchio etimologico: omos + fobos = paura di ciò che è eguale a sé. Read the rest of this entry »

Ott 23

È vero, io sono un pericoloso etero-fascista. Ho già spiegato i motivi di questa scelta sia da un punto di vista politico-sociale (“Il capitalismo è sinonimo di lussuria sempre e comunque”, 08/12/08), che da uno morale-culturale (“Eterofobia: la ghettizzazione dell’eterosessualità”, 04/07/09).

Ma tenterò di rivolgermi, almeno per una volta, ai cosiddetti “laici” che premono per le Nozze di Sodoma. Read the rest of this entry »

Ott 17

[Qualche mese fa avevo pubblicato questo commento su Facebook, prima che il mio profilo venisse cancellato. I gestori del sito censurano chiunque metta in discussione i dogmi della nuova religione idolatrica, che Carlo Susa ha identificato col nome di “culto di Condom”.

Lo stile è un po’ diverso da quello che utilizzo nel blog: di solito cerco di mantenere un minimo di compostezza, ma in questo caso il commento era rivolto a persone amiche, perciò mi sono lasciato un po’ andare. Tanto vale pubblicarlo anche qui, visto che di là non esiste più]. Read the rest of this entry »

Ott 14

Il rischio di chi scrive contro le donne (e non semplicemente contro il femminismo, oppure «contro le donne a favore della femmina», come distingue pedestremente Massimo Fini), non è tanto di attirarsi minacce e insulti da qualche dama di carità, quanto di dover ricevere testimonianze da parte di tristissimi maschi.

Molti credono che l’antifemminismo comporti anche un vago concetto di “solidarietà maschile”.

È un’idea bislacca: se praticassi questo tipo di “solidarietà”, mi comporterei esattamente come le femministe (le quali non fanno altro che esercitarla secondo i toni del più compassato vittimismo). Read the rest of this entry »

Ott 14

Negli Stati Uniti, gli abortisti militanti (riuniti sotto la sigla Pro-Choice) non fanno molte chiacchiere su quanto sia morale e progressista uccidere un bimbo nella pancia della madre.

Se non altro, si rendono conto che è tutta una questione di affari, eugenetica e misantropia. Read the rest of this entry »

Ott 13

Quanto mi piacerebbe fare uno colpo giornalistico come quello di Zombie Time, che è andato a scovare i vecchi scritti maltusiani di John Holdren, novello consigliere di Barack Obama per la scienza e la tecnologia.

I particolari dell’inchiesta li trovate nella pagina “John Holdren, Obama’s Science Czar, says: Forced abortions and mass sterilization needed to save the planet” (11/07/’09), con tanto di testi originali scannerizzati. Read the rest of this entry »

Ott 12

Dopo che venne approvato il disegno-legge della Carfagna contro lo stalking, scrissi un articolo (“Dal delitto d’onore allo stalking”, 18/03/09) dove accennavo, tra le altre cose, al rischio di  «una parcellizzazione dell’etica dettata dalla legge», all’inutilità di un decreto che puniva gli atti violenti (come se non fossero contemplati dal codice penale) e al pericolo di “sovraccarico” dello schema giuridico a causa di leggi non necessarie.

Concludevo l’articolo con questa frase: «Dinanzi ad un nuovo tipo di “Assoluto”, nascerà anche una nuova forma di erotismo».

Ho avuto il tempo ragionare sulla possibile insorgenza di questo nuovo tipo di erotismo. Read the rest of this entry »

Ott 4

Certe notizie spezzano il cuore:

 

La nuova promessa della teologia lascia per sposarsi

«Michael Schulz, membro della Congregazione per la dottrina della fede,  abbandona: non riesce più a vivere il celibato. Quarantanove anni, una brillante carriera di teologo, uno dei pochi considerati fedelissimi di Roma ad aver raggiunto posti importanti nelle facoltà tedesche […]. Ieri è arrivato l’annuncio del cardinale Karl Lehmann, vescovo di Magonza, che lo sospende dal sacerdozio perché non è più in grado di rimanere celibe. […] L’annuncio ha choccato non poco gli ambienti vaticani, perché Schulz era considerato una vera promessa della teologia, un emergente, fedele al Papa e allievo del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller. […] Sacerdote dal 1984, ha ottenuto il dottorato a Monaco con una tesi su Hans Urs Von Balthasar […], ha pubblicato due saggi su Von Balthasar e su Karl Rahner. […] [Schulz però ha] deciso di lasciare il sacerdozio per potersi sposare e non ha manifestato l’intenzione di contestare la secolare norma del celibato in vigore nella Chiesa latina. Una norma della quale Papa Ratzinger ha più volte ribadito il valore».

[Andrea Tornelli per Il Giornale dell’01/10/09] Read the rest of this entry »

Lug 4

Cosa pensereste di una associazione che fa pressioni per impedire a determinati artisti musicali di esibirsi?

Non stiamo parlando di una lobby cristianista, ma della costellazione di gruppi omosessuali, lesbo, trans e sodomia assortita raccolti attorno ai siti come Non Solo Reggae, che minacciano ritorsioni pesanti contro chiunque si azzardi ad invitare in Italia alcuni cantanti giamaicani.

Lo stile nel mirino è il ragga-dancehall, un genere nazionale sorto in quella felice isola caraibica che ha voluto reagire a suo modo alle orde di pederasti e pedofili sciamanti per il Terzo Mondo.

Gli artisti in questione sono riconosciuti internazionalmente: Beenie Man, Elephant Man, Buju Banton, Capleton, Bounty Killer, Anthony B, Sizzla, TOK ecc…

Le idee sostenute nei loro testi non sono peggiori di quelle urlate dalle band metal e punk. La violenza (ideologica) è la stessa, soltanto che invece di rivolgersi contro cristiani, “borghesi” o qualsiasi altro gruppo verso il quale è consentito inneggiare allo sterminio, è rivolta contro gli omosessuali. (A tal proposito, vorrei ricordare che Rifondazione organizzò in Italia il concerto di Marilyn Manson per “difendere la libertà d’espressione”).

Nel frattempo la plebaglia dei centri sociale se ne esce con queste trovate surreali: «Sarebbe ipocrita accogliere questi cantanti e le loro lettere in cui si impegnano a non proporre canzoni omofobiche in occasione dei concerti che terranno a Roma. Questa sarebbe censura e a noi non interessa. Noi non vogliamo che cantino le loro canzoni né a Roma né in nessun’altra parte del mondo».

I cantanti ragga vengono definiti sessisti, omofobi, fondamentalisti e razzisti (stesse parole che Gennaro Carotenuto ha utilizzato per definire Hamas – la coglioneria di sinistra ha oramai un linguaggio ufficiale), nonostante siano ragazzi di colore cresciuti nei ghetti, e nonostante predichino il Rastafarianesimo, un monoteismo abramitico che in nome dell’amore, della pace e della speranza ha risollevato le sorti di un popolo, donando alla Giamaica una unità nazionale e spirituale.

La campagna contro la “murder music” è appoggiata fortemente da varie associazioni internazionali, che sembrano intenzionate a danneggiare a tutti i costi la più importante risorsa economica del Paese, cioè il turismo: il clima di terrorismo psicologico che vogliono creare si rispecchia nelle assurdità delle loro illazioni (il vecchio sito di Human Rights Watch dichiara che la prima causa di diffusione di AIDS nell’isola è l’omofobia!).

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Mar 22

Apprendo dall’ottimo sito WXRE che il giornale tedesco Kreuz.net ha pubblicato i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla diffusione dell’AIDS in Africa.

 

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Mar 20

 

L’Adnkronos butta lì una notizia che dovrebbe far riflettere molte persone (“Aids: a Washington 3% abitanti sieropositivo, come in Uganda”): «La capitale della superpotenza occidentale per eccellenza, gli Usa, si trova a fare i conti con un’epidemia di Hiv e Aids al pari, se non peggio, di alcune nazioni africane. Il 3% della popolazione con più di 12 anni è sieropositivo, come in Uganda. […] “Le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale della sanità” - si legge sulla Bbc news online – “considerano un’epidemia di Hiv generalizzata e severa quando la percentuale di diffusione fra i residenti di una specifica area geografica supera l’1%”. Ebbene, la diffusione nel distretto di Washington è tre volte maggiore. […] Gli esperti avvertono che anche l’allarmante 3% di popolazione sieropositiva potrebbe essere un dato sottostimato. Raymond Martins, primario della clinica Whitman-Walker di Washington, centro di eccellenza nella capitale Usa per le malattie infettive, sostiene infatti che “i sieropositivi potrebbero essere in realtà il 5% della popolazione. Molte persone non hanno fatto il test e dunque potrebbero essere state contagiate senza saperlo”».

 

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Dic 14

Finalmente è arrivata in Italia la pillola per l’aborto fai-da-te. Non c’è più molto da dire.

Chi se ne importa, alla fine. Una volta avrei colto l’occasione per rigurgitare tutto il mio odio nei confronti del genere femminile, ma ora non è più quel tempo e quell’età. Certe cose son passate di moda.

Anzi, a dirla tutta, mi spiace anche che il farmaco sia “potenzialmente pericoloso per la salute”. Sembra che i giornali lo annuncino come una sottile vendetta dell’abortito, ma a questo punto è inutile pensare che il dolore possa ancora servire qualcosa. La sofferenza a donne di tal fatta non insegnerebbe nulla.

L’unica cosa divertente da notare è che la politica si mostra completamente inerme di fronte ai diktat d’oltreoceano anche in ambito di salute, medicina, farmacologia. Chissà che risate se, per assurdo, all’esecutivo ci fosse stato il partito anti-abortista di Ferrara. Avrebbero detto: “è vero, ci avete votato per eliminare l’aborto ma noi non possiamo farci nulla”. Sì, sarebbe andata esattamente così. Ed è giusto: non è la politica che deve occuparsi di queste cose. Buttare in politica una questione del genere è un suicidio per il diritto naturale. È la tipica tattica dei fondamentalisti protestanti americani: mettere qualsiasi cosa ai voti. Anche la democrazia, se è necessario per la politica. Ma che senso ha? Nessuno… infatti si chiamano “fondamentalisti” mica per caso.

 

«Donna, mistero senza fine bello», cantava il mio poeta preferito. Robetta d’altri tempi. Oggi mi pare più consono alla situazione citare Çantideva, un monaco Monaco buddista che nell’ottavo secolo così salmodiava:

 

«Da un solo cibo derivano la saliva e gli escrementi; se fra queste cose gli escrementi non ti piacciono, come mai ti può essere caro bere la saliva della tua donna? […] Se tu non hai nessuna brama per ciò che è impuro, come mai abbracci un’altra cosa, cioè una gabbia di ossa tenuta assieme da tendini e intonacata di quel fango che è la carne? […] Dopo aver visto nel cimitero alcuni cadaveri, che fanno ribrezzo, tu tuttavia ti diverti in quel cimitero che è il villaggio, pieno di cadaveri semoventi».

 

Sì, il corpo di donna è simbolo di putrefazione. Al significato originario di queste disperate parole (il disfacimento della carne, la “gabbia d’ossa intonacata di fango”) dobbiamo sommare il “significato aggiunto” del corpo femminile “tecnicizzato”, dispensatore di morte.

La carne femminea da infeconda è divenuta mortifera. Si può ancora definire “persona” un essere sfigurato in un pozzo senza fondo di sangue, sperma, saliva e sudore?

Preferisco non rispondere. Il gioco non vale la candela, ed anche una kulturkampf senza sosta si perderebbe nel chiacchiericcio. Consiglio solo i miei adepti di regolarsi: ormai vi sarete accorti anche voi che gli esseri chiamati donne non sono altro che matri gloriosae isterico-uterine, castranti, vendicative ed insoddisfatte. È necessario pertanto abbandonare ogni velleità polemica/politica/culturale. La mia reazione (e la vostra) potrà esprimersi solamente attraverso l’arte: é l’unica via rimasta, ed io intendo sfruttarla pubblicando qualche strofetta risalente a moltissimo tempo fa. Ancora una volta, riconosco il sillabare incerto e l’impulsività della scrittura. La poesia era ancora un mezzo di sfogo. Le mie domande, tuttavia, sono rimaste le stesse: come si può amare una donna infeconda, o per meglio dire auto-sterilizzata? Per molti uomini è la cosa più facile del mondo; per me è un tormento. In quella fossa imbevuta di liquidi letali spacciata per natura femminile, mi sembrerebbe di affogare. Abbandonati i vecchi tabù puritani, ne rinascono di nuovi. Quale mente malata avrebbe voglia di sbirciare tra le pieghe di una carne inutilizzabile? Forse per l’affermazione di sé attraverso il sesso, una sete infinita che viola ogni sacrario senza darsi pace?

La colpa è chiaramente dell’uomo. Come diceva l’immenso Sant’Ambrogio, la donna può essere scusata nel suo peccato, poiché venne ingannata dall’essere più astuto di tutti, il demonio in forma di serpente; invece l’uomo venne ingannato da una creatura a lui inferiore, la donna («Perché ti meravigli se ha peccato ed è caduto il sesso debole se è caduto anche il forte? […] Una creatura superiore sedusse lei ma una inferiore sedusse te. Tu, infatti, fosti tentato da una donna; ella da un angelo, cattivo sì, ma pur sempre un angelo». Cfr. Educazione della vergine, IV, 25).

Oggi si ripete la storia, non più in forma di tragedia, ma di farsa. Anche gli spiriti migliori verranno travolti, se non da una effettiva resa alle pretesi castranti delle abortiste fatte-in-casa, dalla sferza del conformismo: l’emancipazione, la sensibilizzazione, la responsabilizzazione Lagne assordanti per espiare la colpa di non esser stati abortiti con una pillola. Accettare anche questo, pur di poter essere ancora genuino e fecondo, assolutamente fedele a me stesso. Read the rest of this entry »