Dopo otto anni di letture “complottiste” sull’argomento, sono giunto alla conclusione che l’11 settembre non sia stato un auto-attentato.
Premetto subito che a convincermi non sono stati i vari siti italiani di “anti-complottismo”, per i quali confermo le critiche espresse nel mio articolo “I professionisti dell’anti-complottismo”. Il fenomeno dei “debunkers all’amatriciana” è complementare a quello del complottismo dilagante. Non starò qui a ripetere le mie opinioni a proposito (già approfondite nell’articolo).
Vorrei segnalare soltanto una cosa: l’incapacità dei debunkers (parlo soprattutto dei dilettanti) di opporre agli avversari altre ragioni oltre quelle che loro chiamano “scientifiche”.
Non sapendo molto di politica o di storia, gli “anti-complottisti” imbastiscono le loro “contro-tesi” avendo come unico punto di riferimento culturale i documentari di National Geographic, gli articoli di Focus e le pagine di Wikipedia.
Tutti possono immaginare che, se ad un “complottista” si oppongono ragioni scientifiche, quello ribatterà che la scienza è controllata del governo, e quindi non è oggettiva (una tesi, per altro, non disprezzabile, a patto che si siano letti Kuhn, Lakatos o Feyerabend).
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