Nov 13

Il Ministero per le Pari Opportunità, sempre prodigo di sorprese e colpi di scena, ha adibito pochi giorni fa un numero verde per contrastare la pratica delle mutilazioni genitali femminili. L’iniziativa risponde ad una campagna internazionale sponsorizzata dall’ONU contro l’infibulazione. Read the rest of this entry »

Nov 4

Abbiamo già spiegato che la parola “omofobia” non significa nulla. Venne creata nel 1971 dallo psicanalista (e militante gay) George Weinberg, giocando sul termine homos, che nello slang americano indica gli omosessuali.

Quando la parola venne tradotta, per instaurare la gaia psico-polizia negli atri paesi, ne risultò un pastrocchio etimologico: omos + fobos = paura di ciò che è eguale a sé. Read the rest of this entry »

Nov 2

Transeunte, cioè “momentaneo”, “transitorio”: è l’ennesima volta che uno scandalo sessuale trasforma i quotidiani italiani in giornaletti porno. E noi dovremmo ancora dire transeat. Read the rest of this entry »

Ott 23

È vero, io sono un pericoloso etero-fascista. Ho già spiegato i motivi di questa scelta sia da un punto di vista politico-sociale (“Il capitalismo è sinonimo di lussuria sempre e comunque”, 08/12/08), che da uno morale-culturale (“Eterofobia: la ghettizzazione dell’eterosessualità”, 04/07/09).

Ma tenterò di rivolgermi, almeno per una volta, ai cosiddetti “laici” che premono per le Nozze di Sodoma. Read the rest of this entry »

Ott 20

Mi piacerebbe con voi osservare le vicende di alcune celebrità che, in modo diversi, hanno ingannato se stesse e gli altri sulla loro virilità, concedendosi un tragico destino.

Il percorso potrà sembrare bizzarro, ma sono gli esempi più semplici che mi son venuti in mente (di sicuro ve ne sono molti altri). Read the rest of this entry »

Ott 17

Le guerre, è vero, si fanno per migliaia di motivi; ma non per questo è sbagliato valutare l’apporto ideologico del femminismo alla creazione dello “scontro di civiltà”. Read the rest of this entry »

Ott 17

[Qualche mese fa avevo pubblicato questo commento su Facebook, prima che il mio profilo venisse cancellato. I gestori del sito censurano chiunque metta in discussione i dogmi della nuova religione idolatrica, che Carlo Susa ha identificato col nome di “culto di Condom”.

Lo stile è un po’ diverso da quello che utilizzo nel blog: di solito cerco di mantenere un minimo di compostezza, ma in questo caso il commento era rivolto a persone amiche, perciò mi sono lasciato un po’ andare. Tanto vale pubblicarlo anche qui, visto che di là non esiste più]. Read the rest of this entry »

Ott 15

Non mi sono mai sentito un “antifascista”; neppure un “fascista”, sia chiaro. C’è sempre stato un qualcosa che mi ha portato a dubitare di questa “religione civile”.

Mi vengono in mente tre celebri sentenze: «Ai tempi del fascismo non sapevamo di vivere ai tempi del fascismo» (Hans M. Enzensberger, attribuita); «In America il fascismo prenderà piede sotto il nome anti-fascismo» (Huey Long, ancora attribuita); «II più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo è l’antifascismo quale oggi lo vediamo» (Amadeo Bordiga; l’unica realmente pronunciata [1]). Read the rest of this entry »

Ott 14

Il rischio di chi scrive contro le donne (e non semplicemente contro il femminismo, oppure «contro le donne a favore della femmina», come distingue pedestremente Massimo Fini), non è tanto di attirarsi minacce e insulti da qualche dama di carità, quanto di dover ricevere testimonianze da parte di tristissimi maschi.

Molti credono che l’antifemminismo comporti anche un vago concetto di “solidarietà maschile”.

È un’idea bislacca: se praticassi questo tipo di “solidarietà”, mi comporterei esattamente come le femministe (le quali non fanno altro che esercitarla secondo i toni del più compassato vittimismo). Read the rest of this entry »

Ott 14

Negli Stati Uniti, gli abortisti militanti (riuniti sotto la sigla Pro-Choice) non fanno molte chiacchiere su quanto sia morale e progressista uccidere un bimbo nella pancia della madre.

Se non altro, si rendono conto che è tutta una questione di affari, eugenetica e misantropia. Read the rest of this entry »

Ott 13

Quanto mi piacerebbe fare uno colpo giornalistico come quello di Zombie Time, che è andato a scovare i vecchi scritti maltusiani di John Holdren, novello consigliere di Barack Obama per la scienza e la tecnologia.

I particolari dell’inchiesta li trovate nella pagina “John Holdren, Obama’s Science Czar, says: Forced abortions and mass sterilization needed to save the planet” (11/07/’09), con tanto di testi originali scannerizzati. Read the rest of this entry »

Ott 12

Dopo che venne approvato il disegno-legge della Carfagna contro lo stalking, scrissi un articolo (“Dal delitto d’onore allo stalking”, 18/03/09) dove accennavo, tra le altre cose, al rischio di  «una parcellizzazione dell’etica dettata dalla legge», all’inutilità di un decreto che puniva gli atti violenti (come se non fossero contemplati dal codice penale) e al pericolo di “sovraccarico” dello schema giuridico a causa di leggi non necessarie.

Concludevo l’articolo con questa frase: «Dinanzi ad un nuovo tipo di “Assoluto”, nascerà anche una nuova forma di erotismo».

Ho avuto il tempo ragionare sulla possibile insorgenza di questo nuovo tipo di erotismo. Read the rest of this entry »

Ott 1

Se volete sottoporvi ad un costoso lavaggio del cervello, non potete perdere la programmazione giornaliera di Current TV, il canale fondato da Al Gore (visibile su Sky).

Il palinsesto di oggi comprende (la descrizione dei programmi è presa dal sito di Current Italia): Read the rest of this entry »

Lug 4

Cosa pensereste di una associazione che fa pressioni per impedire a determinati artisti musicali di esibirsi?

Non stiamo parlando di una lobby cristianista, ma della costellazione di gruppi omosessuali, lesbo, trans e sodomia assortita raccolti attorno ai siti come Non Solo Reggae, che minacciano ritorsioni pesanti contro chiunque si azzardi ad invitare in Italia alcuni cantanti giamaicani.

Lo stile nel mirino è il ragga-dancehall, un genere nazionale sorto in quella felice isola caraibica che ha voluto reagire a suo modo alle orde di pederasti e pedofili sciamanti per il Terzo Mondo.

Gli artisti in questione sono riconosciuti internazionalmente: Beenie Man, Elephant Man, Buju Banton, Capleton, Bounty Killer, Anthony B, Sizzla, TOK ecc…

Le idee sostenute nei loro testi non sono peggiori di quelle urlate dalle band metal e punk. La violenza (ideologica) è la stessa, soltanto che invece di rivolgersi contro cristiani, “borghesi” o qualsiasi altro gruppo verso il quale è consentito inneggiare allo sterminio, è rivolta contro gli omosessuali. (A tal proposito, vorrei ricordare che Rifondazione organizzò in Italia il concerto di Marilyn Manson per “difendere la libertà d’espressione”).

Nel frattempo la plebaglia dei centri sociale se ne esce con queste trovate surreali: «Sarebbe ipocrita accogliere questi cantanti e le loro lettere in cui si impegnano a non proporre canzoni omofobiche in occasione dei concerti che terranno a Roma. Questa sarebbe censura e a noi non interessa. Noi non vogliamo che cantino le loro canzoni né a Roma né in nessun’altra parte del mondo».

I cantanti ragga vengono definiti sessisti, omofobi, fondamentalisti e razzisti (stesse parole che Gennaro Carotenuto ha utilizzato per definire Hamas – la coglioneria di sinistra ha oramai un linguaggio ufficiale), nonostante siano ragazzi di colore cresciuti nei ghetti, e nonostante predichino il Rastafarianesimo, un monoteismo abramitico che in nome dell’amore, della pace e della speranza ha risollevato le sorti di un popolo, donando alla Giamaica una unità nazionale e spirituale.

La campagna contro la “murder music” è appoggiata fortemente da varie associazioni internazionali, che sembrano intenzionate a danneggiare a tutti i costi la più importante risorsa economica del Paese, cioè il turismo: il clima di terrorismo psicologico che vogliono creare si rispecchia nelle assurdità delle loro illazioni (il vecchio sito di Human Rights Watch dichiara che la prima causa di diffusione di AIDS nell’isola è l’omofobia!).

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Dic 8

 

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