Nov 17

Mi è stata consigliata la lettura di una lunga intervista di Luigi Copertino, a proposito della pellicola Agora di Alejandro Amenábar (di prossima uscita), dedicata alla celebre “filosofa” Ipazia, che in realtà si tratterebbe dell’ennesima opera di disinformazione anti-cristiana.

Data la mia situazione personale, per il momento sono impossibilitato a rispondere approfonditamente. Però, visto che qualcuno è stato così gentile da segnalarmi l’intervista, proporrò qui qualche osservazione critica. Read the rest of this entry »

Nov 13

Il Ministero per le Pari Opportunità, sempre prodigo di sorprese e colpi di scena, ha adibito pochi giorni fa un numero verde per contrastare la pratica delle mutilazioni genitali femminili. L’iniziativa risponde ad una campagna internazionale sponsorizzata dall’ONU contro l’infibulazione. Read the rest of this entry »

Nov 2

Transeunte, cioè “momentaneo”, “transitorio”: è l’ennesima volta che uno scandalo sessuale trasforma i quotidiani italiani in giornaletti porno. E noi dovremmo ancora dire transeat. Read the rest of this entry »

Ott 20

L’animale domestico più amato da Jean-Paul Sartre fu “Simone de Beauvoir”, uno splendido esemplare di donna-castoro, che lui preferiva chiamare col nomignolo di Le Castore (per l’assonanza del nome della specie “de Beauvoir” con l’inglese beaver). Read the rest of this entry »

Ott 17

Le guerre, è vero, si fanno per migliaia di motivi; ma non per questo è sbagliato valutare l’apporto ideologico del femminismo alla creazione dello “scontro di civiltà”. Read the rest of this entry »

Ott 17

[Qualche mese fa avevo pubblicato questo commento su Facebook, prima che il mio profilo venisse cancellato. I gestori del sito censurano chiunque metta in discussione i dogmi della nuova religione idolatrica, che Carlo Susa ha identificato col nome di “culto di Condom”.

Lo stile è un po’ diverso da quello che utilizzo nel blog: di solito cerco di mantenere un minimo di compostezza, ma in questo caso il commento era rivolto a persone amiche, perciò mi sono lasciato un po’ andare. Tanto vale pubblicarlo anche qui, visto che di là non esiste più]. Read the rest of this entry »

Ott 14

Il rischio di chi scrive contro le donne (e non semplicemente contro il femminismo, oppure «contro le donne a favore della femmina», come distingue pedestremente Massimo Fini), non è tanto di attirarsi minacce e insulti da qualche dama di carità, quanto di dover ricevere testimonianze da parte di tristissimi maschi.

Molti credono che l’antifemminismo comporti anche un vago concetto di “solidarietà maschile”.

È un’idea bislacca: se praticassi questo tipo di “solidarietà”, mi comporterei esattamente come le femministe (le quali non fanno altro che esercitarla secondo i toni del più compassato vittimismo). Read the rest of this entry »

Ott 14

Negli Stati Uniti, gli abortisti militanti (riuniti sotto la sigla Pro-Choice) non fanno molte chiacchiere su quanto sia morale e progressista uccidere un bimbo nella pancia della madre.

Se non altro, si rendono conto che è tutta una questione di affari, eugenetica e misantropia. Read the rest of this entry »

Ott 12

Dopo che venne approvato il disegno-legge della Carfagna contro lo stalking, scrissi un articolo (“Dal delitto d’onore allo stalking”, 18/03/09) dove accennavo, tra le altre cose, al rischio di  «una parcellizzazione dell’etica dettata dalla legge», all’inutilità di un decreto che puniva gli atti violenti (come se non fossero contemplati dal codice penale) e al pericolo di “sovraccarico” dello schema giuridico a causa di leggi non necessarie.

Concludevo l’articolo con questa frase: «Dinanzi ad un nuovo tipo di “Assoluto”, nascerà anche una nuova forma di erotismo».

Ho avuto il tempo ragionare sulla possibile insorgenza di questo nuovo tipo di erotismo. Read the rest of this entry »

Ott 4

Certe notizie spezzano il cuore:

 

La nuova promessa della teologia lascia per sposarsi

«Michael Schulz, membro della Congregazione per la dottrina della fede,  abbandona: non riesce più a vivere il celibato. Quarantanove anni, una brillante carriera di teologo, uno dei pochi considerati fedelissimi di Roma ad aver raggiunto posti importanti nelle facoltà tedesche […]. Ieri è arrivato l’annuncio del cardinale Karl Lehmann, vescovo di Magonza, che lo sospende dal sacerdozio perché non è più in grado di rimanere celibe. […] L’annuncio ha choccato non poco gli ambienti vaticani, perché Schulz era considerato una vera promessa della teologia, un emergente, fedele al Papa e allievo del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller. […] Sacerdote dal 1984, ha ottenuto il dottorato a Monaco con una tesi su Hans Urs Von Balthasar […], ha pubblicato due saggi su Von Balthasar e su Karl Rahner. […] [Schulz però ha] deciso di lasciare il sacerdozio per potersi sposare e non ha manifestato l’intenzione di contestare la secolare norma del celibato in vigore nella Chiesa latina. Una norma della quale Papa Ratzinger ha più volte ribadito il valore».

[Andrea Tornelli per Il Giornale dell’01/10/09] Read the rest of this entry »

Set 11

No, non ho letto gli “interventi” di Tettamanzi e Martini e Verzé. Ne ho sentito parlare da tv e giornali, ma ho preferito evitare qualsiasi contatto con le loro dichiarazioni per non dare scandalo al mio occhio e al mio orecchio. So che Pippo Baudo e Gerry Scotti hanno apprezzato le aperture del Card. C.M.M., e questo dovrebbe bastarmi.

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Ago 31

L’amico AntiFeminist mi segnala due articoli di Paolo Barnard, a causa dei quali il Nostro è finito “sotto l’artiglieria pesante delle Capre Femministe”.

Era da tanto che non leggevo il sito di Barnard, più o meno dai tempi del suo geniale annuncio “AAA Cercansi” («Cerco giovani ragazze in età 20-30 massimo, molto carine, ma molto, che abbiano un chiaro interesse in quello che ho detto, e che di conseguenza siano disposte a trombarmi»), del quale ho anche parlato in questo blog.

Non perché avessi qualcosa contro gli sfoghi di un povero giornalista cinquantenne, ma perché negli ambienti del giornalismo alternativo c’è sempre il rischio di imbattersi in personaggi piuttosto ambigui, che magari “giocano” per anni al ruolo del ricercatore indipendente, fino a quando non decidono di “farsi esplodere” (metaforicamente) trascinando con sé tutti gli altri. Credo che alcuni possano capire di cosa sto parlando [1].

Questo tuttavia non può essere il caso di Barnard, ne sono certo. Il motivo per cui ogni tanto si lascia andare a patetiche confessioni è dichiarato –implicitamente- nei suoi articoli contro i “Paladini dell’Antisistema” [2]. È un modo tutto suo per non diventare un’icona, per restare un anti-eroe.

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Mar 18

Notizia fresca fresca: “Stalking, due arresti al giorno” (dal Corriere):  

 

«I molestatori che minacciavano, ingiuriavano e perseguitavano non se li filava nessuno. Da quando invece, una ventina di giorni fa, è entrato in vigore il decreto legge che ha messo tutti insieme questi reati (creando lo stalking) gli inquirenti si sono attivati. E gli arresti si susseguono a ritmo frenetico. Circa quaranta in una ventina di giorni. Praticamente due al giorno».

 

L’articolista si infiamma:

 

«Almeno a giudicare dagli ultimi dati Istat che ci segnalano che dal 2002 al 2007 sono stati ben due italiani su dieci a rimanere vittima dello stalking. La maggior parte sono donne. La stragrande maggioranza degli stalker sono partner o, preferibilmente, ex. Ma non soltanto. La nuova legge sullo stalking non si limita a punire i delitti a sfondo sentimentale, passionale o sessuale. Persecuzioni, molestie, ingiurie e minacce vengono perseguite a trecentosessanta gradi. Si tratti di aggressioni o di persecuzioni telefoniche, sms compresi. Ce n’è di lavoro, volendo».

 

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Dic 14

Finalmente è arrivata in Italia la pillola per l’aborto fai-da-te. Non c’è più molto da dire.

Chi se ne importa, alla fine. Una volta avrei colto l’occasione per rigurgitare tutto il mio odio nei confronti del genere femminile, ma ora non è più quel tempo e quell’età. Certe cose son passate di moda.

Anzi, a dirla tutta, mi spiace anche che il farmaco sia “potenzialmente pericoloso per la salute”. Sembra che i giornali lo annuncino come una sottile vendetta dell’abortito, ma a questo punto è inutile pensare che il dolore possa ancora servire qualcosa. La sofferenza a donne di tal fatta non insegnerebbe nulla.

L’unica cosa divertente da notare è che la politica si mostra completamente inerme di fronte ai diktat d’oltreoceano anche in ambito di salute, medicina, farmacologia. Chissà che risate se, per assurdo, all’esecutivo ci fosse stato il partito anti-abortista di Ferrara. Avrebbero detto: “è vero, ci avete votato per eliminare l’aborto ma noi non possiamo farci nulla”. Sì, sarebbe andata esattamente così. Ed è giusto: non è la politica che deve occuparsi di queste cose. Buttare in politica una questione del genere è un suicidio per il diritto naturale. È la tipica tattica dei fondamentalisti protestanti americani: mettere qualsiasi cosa ai voti. Anche la democrazia, se è necessario per la politica. Ma che senso ha? Nessuno… infatti si chiamano “fondamentalisti” mica per caso.

 

«Donna, mistero senza fine bello», cantava il mio poeta preferito. Robetta d’altri tempi. Oggi mi pare più consono alla situazione citare Çantideva, un monaco Monaco buddista che nell’ottavo secolo così salmodiava:

 

«Da un solo cibo derivano la saliva e gli escrementi; se fra queste cose gli escrementi non ti piacciono, come mai ti può essere caro bere la saliva della tua donna? […] Se tu non hai nessuna brama per ciò che è impuro, come mai abbracci un’altra cosa, cioè una gabbia di ossa tenuta assieme da tendini e intonacata di quel fango che è la carne? […] Dopo aver visto nel cimitero alcuni cadaveri, che fanno ribrezzo, tu tuttavia ti diverti in quel cimitero che è il villaggio, pieno di cadaveri semoventi».

 

Sì, il corpo di donna è simbolo di putrefazione. Al significato originario di queste disperate parole (il disfacimento della carne, la “gabbia d’ossa intonacata di fango”) dobbiamo sommare il “significato aggiunto” del corpo femminile “tecnicizzato”, dispensatore di morte.

La carne femminea da infeconda è divenuta mortifera. Si può ancora definire “persona” un essere sfigurato in un pozzo senza fondo di sangue, sperma, saliva e sudore?

Preferisco non rispondere. Il gioco non vale la candela, ed anche una kulturkampf senza sosta si perderebbe nel chiacchiericcio. Consiglio solo i miei adepti di regolarsi: ormai vi sarete accorti anche voi che gli esseri chiamati donne non sono altro che matri gloriosae isterico-uterine, castranti, vendicative ed insoddisfatte. È necessario pertanto abbandonare ogni velleità polemica/politica/culturale. La mia reazione (e la vostra) potrà esprimersi solamente attraverso l’arte: é l’unica via rimasta, ed io intendo sfruttarla pubblicando qualche strofetta risalente a moltissimo tempo fa. Ancora una volta, riconosco il sillabare incerto e l’impulsività della scrittura. La poesia era ancora un mezzo di sfogo. Le mie domande, tuttavia, sono rimaste le stesse: come si può amare una donna infeconda, o per meglio dire auto-sterilizzata? Per molti uomini è la cosa più facile del mondo; per me è un tormento. In quella fossa imbevuta di liquidi letali spacciata per natura femminile, mi sembrerebbe di affogare. Abbandonati i vecchi tabù puritani, ne rinascono di nuovi. Quale mente malata avrebbe voglia di sbirciare tra le pieghe di una carne inutilizzabile? Forse per l’affermazione di sé attraverso il sesso, una sete infinita che viola ogni sacrario senza darsi pace?

La colpa è chiaramente dell’uomo. Come diceva l’immenso Sant’Ambrogio, la donna può essere scusata nel suo peccato, poiché venne ingannata dall’essere più astuto di tutti, il demonio in forma di serpente; invece l’uomo venne ingannato da una creatura a lui inferiore, la donna («Perché ti meravigli se ha peccato ed è caduto il sesso debole se è caduto anche il forte? […] Una creatura superiore sedusse lei ma una inferiore sedusse te. Tu, infatti, fosti tentato da una donna; ella da un angelo, cattivo sì, ma pur sempre un angelo». Cfr. Educazione della vergine, IV, 25).

Oggi si ripete la storia, non più in forma di tragedia, ma di farsa. Anche gli spiriti migliori verranno travolti, se non da una effettiva resa alle pretesi castranti delle abortiste fatte-in-casa, dalla sferza del conformismo: l’emancipazione, la sensibilizzazione, la responsabilizzazione Lagne assordanti per espiare la colpa di non esser stati abortiti con una pillola. Accettare anche questo, pur di poter essere ancora genuino e fecondo, assolutamente fedele a me stesso. Read the rest of this entry »