Ago 31

L’amico AntiFeminist mi segnala due articoli di Paolo Barnard, a causa dei quali il Nostro è finito “sotto l’artiglieria pesante delle Capre Femministe”.

Era da tanto che non leggevo il sito di Barnard, più o meno dai tempi del suo geniale annuncio “AAA Cercansi” («Cerco giovani ragazze in età 20-30 massimo, molto carine, ma molto, che abbiano un chiaro interesse in quello che ho detto, e che di conseguenza siano disposte a trombarmi»), del quale ho anche parlato in questo blog.

Non perché avessi qualcosa contro gli sfoghi di un povero giornalista cinquantenne, ma perché negli ambienti del giornalismo alternativo c’è sempre il rischio di imbattersi in personaggi piuttosto ambigui, che magari “giocano” per anni al ruolo del ricercatore indipendente, fino a quando non decidono di “farsi esplodere” (metaforicamente) trascinando con sé tutti gli altri. Credo che alcuni possano capire di cosa sto parlando [1].

Questo tuttavia non può essere il caso di Barnard, ne sono certo. Il motivo per cui ogni tanto si lascia andare a patetiche confessioni è dichiarato –implicitamente- nei suoi articoli contro i “Paladini dell’Antisistema” [2]. È un modo tutto suo per non diventare un’icona, per restare un anti-eroe.

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Ago 30

Confido nell’attenzione dei lettori più tenaci di questo blog. Perdonate il ritardo col quale rivolgo ringraziamenti e scuse, ma ero in vacanza!

Durante la mia assenza, il blog ha segnato altri due colpi da maestro: il link al sito del prof. Carlo Susa e una citazione del leggendario wXre.

Non è cosa da poco per chi si rivolge ad un ristrettissimo pubblico con personalissime opinioni.

Dopo esser stato linkato anche da Del Visibile e Il piccolo Zaccheo, Totalitarismo Totale potrebbe addirittura autodefinirsi “blog cattolico”. Non meriterebbe un titolo così impegnativo, ma è la realtà stessa ad imporlo! L’importante è, d’ora in avanti, dimostrarsi all’altezza del compito; cercherò nel mio piccolo di combattere al meglio la kulturkampf. D’altronde è per questo motivo che ho deciso di dedicarmi più alla penna che all’azione: le basi su cui si fonda la nostra attuale civiltà sono una pura colonizzazione dell’immaginario collettivo – dunque la battaglia non può che essere intellettuale. Tutto il resto (la performance, il gesto creativo e ribelle, la dimostrazione, la sfilata, il boicottaggio, la propaganda ecc…) verrebbe addomesticato dalla collettività stessa. Se l’azione eclatante (o il beau geste) deve esserci, che sia almeno culturale.

 

Il nome del blog, Totalitarismo Totale, proviene da una pagina di diario di Drieu La Rochelle:

 

«Una necessità profonda del socialismo integrale, cioè del comunismo, è il ritorno dell’umanità al totalitarismo totale. Tanto peggio se questa teocrazia ha la testa in basso. Se riuscirà a tornare sui propri piedi, l’umanità potrà riprendere dopo un lungo sonno la strada verso una nuova civiltà; è la sola possibilità per continuare ad essere una forza creatrice. Altrimenti cadrà in un sonno ancora più lungo. L’umanità ha visibilmente bisogno di dormire. È stata sveglia per troppo tempo: dieci secoli, ed è molto. Ma dicendo l’umanità intendo dire, per mio pregiudizio, l’Europa. Altri popoli hanno dormito per molto tempo: saranno loro probabilmente a prendere in mano le redini del movimento comunista. Ma se fossero stati contagiati dalla putrefazione dell’Europa» (8 Dicembre 1944)

 

Questo passaggio è un’utile chiave di lettura del mio stile e del mio messaggio. Ma c’è dell’altro: il motivo fondamentale per cui ho creato il blog è stato quello di dimostrare che non sono stupido. Già prima del mio ritorno al cattolicesimo, tutti pensavano che io fossi stupido. Però riuscivo a cavarmela con un ridicolo anticlericalismo giovanile. Giocare all’anticristo nicciano era divertente (anche perché allora leggevo soltanto Nietzsche).

Da quando sono tornato al cattolicesimo, per altro con un certo gusto folkloristico nel segnalare la differenza tra me e i miei coetanei, tutti hanno pensato che fossi davvero ritardato. Se prima mi tolleravano, adesso mi odiano apertamente.

Non posso negare, in effetti, di aver fatto ogni cosa allo scopo d’irritare gli anticristi o i semplici cattolici adulti. Sembra che io abbia voluto brandire il cattolicesimo come pensiero più coerente e affilato nella storia dell’uomo. Ma Cristo non è più un pretesto, come lo fu Nietzsche, per sfogare la radice barbara del mio essere. Ci sono molte ragioni per le quali ritengo di essere nel giusto. Penso che a voi, miei cari lettori, basti quella a cui accennavo prima: mi sono reso degno di stare con gli uomini buoni. È un piccolo resto, lo so, ma era proprio questo ciò che andavo cercando.

A presto con nuovi mirabolanti articoli.

 

Roberto Manfredini

 

 

PS: Ringrazio anche chi ha citato i miei articoli nel suo blog, sono sempre disponibile per uno scambio di link, basta mandarmi un messaggio tra i commenti.