Gen 27

Il caso pietoso del giudice Luigi Tosti, al quale il crocifisso ha negato il diritto di lavorare, sembra essersi concluso con la sua «rimozione dall’ordine giudiziario» (Corriere, 22/1/’10).

È pacifico che un giudice, nel momento in cui decida di sottrarsi «ingiustificatamente ed abitualmente dalle relative funzioni a lui conferite», venga rimosso dal suo incarico.

Invece qui accade che il signor Tosti diviene in automatico “martire”, “eroe”, “santo” e “galantuomo”. Qual è il motivo? La spiegazione risiede nel culto praticato dal sig. Tosti e dalle sparute sette che lo incensano: è una forma di religiosità piuttosto intricata, nella quale persino il Cesnur rifiuta di addentrarsi più di tanto. Read the rest of this entry »

Gen 27

[Ho ritrovato questo mio testo da “filosofo dilettante” (che tratta della celebre disputa tra T. Hobbes e il vescovo arminiano J. Bramhall, dal punto di vista leibniziano) scritto in anni che suonerebbe ridicolo definire “giovanili”, se non ne parlassi da un punto di vista solamente culturale. Era il 2004: più che sei anni, per me sono passati altrettanti secoli. “A quei tempi” (come si dice), ero nemico intransigente di ogni religione, con particolare attenzione nei confronti del cattolicesimo. Sapevo tuttavia che quell’andazzo non poteva durare, soprattutto in un’anima semplice che si credeva inutilmente complicata; chissà se le letture spericolate della Teodicea, simili a quelle del giovane Belinskij, non mi abbiano aiutato a “rientrare in porto”. Passare da Leibniz a Vico, e tornare direttamente a Cristo, è stato quasi un gioco da ragazzi.

Non posso tuttavia “restare sempre leibniziano”, in quanto il mio giudizio sul filosofo è lo stesso di Antoine Arnauld: se egli si fosse convertito al cattolicesimo, invece di cercare una assurda pax diplomatica tra le varie chiese, sarebbe stato il più grande filosofo del suo secolo (alla faccia di Newton e della mafia albionica).

Riporto quindi il testo, con tutte le sue ingenuità. C’è chi è tornato al cattolicesimo attraverso le follie di Evola, Guénon o Dávila; perlomeno il sottoscritto ha accordato un po’ di fiducia al lezionario filosofico da studente liceale. Alcune volte basta soltanto il buon senso; e chissà che, grazie alla mia semplicità, un giorno potrò dire, con Chesterton: «I did try to found a heresy of my own; and when I had put the last touches to it, I discovered that it was orthodoxy»]. Read the rest of this entry »

Gen 18

Mi spiace aver tenuto fermo il blog per così tanto tempo ma, come dice Claudio, «non mi sono ancora estinto».

In questo periodo c’è una questione che mi angoscia più delle altre, e che mi impedisce quasi di scrivere: il famigerato “silenzio di Pio XII”.

La stampa cattolica e i vari blog non mi hanno di certo aiutato: nessuno finora ha avuto il coraggio di andare al di là dei –dovuti- elogi ad un grande papa, ed affrontare la “macchia” di Pio XII. Sto parlando, ovviamente, di quel “silenzio” che lo rende colpevole davanti alla storia.

Sono consapevole che le accuse da me mosse provocheranno grande stupore nei miei lettori. Ma sento il dovere, come tanti, di stigmatizzare quel vergognoso, doloroso e assordante silenzio che, se fosse stato spezzato, avrebbe potuto evitare una catastrofe. Read the rest of this entry »

Dic 9

Non mi disturbano i commentatori anonimi che ogni tanto passano di qui per tirare qualche insulto. Anzi, è sempre piacere confrontarsi a suon di parolacce.

È un’altra, invece, la “categoria” virtuale che mi irrita particolarmente: quella dei bloggers che prima linkano il mio blog (bello questo cyber-argot), e il giorno dopo lo cancellano dalla lista perché scoprono o che  sono cattolico o che sono molto cattivo o che non sono né umanista-laico, né amico delle sciampiste, né gayo devoto di Gaya ecc…

C’è una pagina di presentazione che spiega chiaramente i motivi per cui siete autorizzati ad odiarmi. Credo sia un modo leale di comportarsi, l’affermare sin da subito che «io non adoro quello che voi adorate, né voi adorate quello che io adoro» (persino questa citazione è apprezzabile nel suo cattivo gusto).

 

È soprattutto pensando a questi infedeli improvvisati, che ho deciso, per l’ennesima volta, di strafare.

Vi presento in anteprima (ci sono ancora molte cose da aggiustare) i miei due nuovi siti,

 

Teocrazia Proletaria

 

 

e Meutopia

 

(A scanso di equivoci: la grafica di Teocrazia Proletaria è ispirata/copiata da Saigon2k, il nuovo bellissimo sito dell’amico Riccardo, che ringrazio anche per aver trovato il tempo di darmi preziosi suggerimenti).

 

Per ora mi sono limitato ad aggiungere qualche vecchio articolo, tanto per vedere se funzionano( dal punto di vista tecnico).

Comprendo sin da subito gli eventuali dubbi dei miei venti lettori: perché smembrare in tre parti Totalitarismo Totale?

Al momento posso soltanto dirvi che non è un capriccio per carenza d’affetto. E sono sicuro che di questo ve ne accorgerete anche voi.

In ogni caso, vi confermo che i due siti saranno più estremi ed oltranzisti di quello attuale. Siete liberi perciò di rifiutare il link al vostro blog. Totalitarismo Totale resterà sempre la “base”, perciò chi passa di qui saprà quali sono gli aggiornamenti, i nuovi articoli ecc…

 

Meutopia raccoglierà tutto quegli interventi che stonano con Totalitarismo Totale: i più demenziali, bizzarri e volgari. Si parlerà di politica dell’arte, arte della politica, avanguardia totale, spigolature reazionarie, cinema, futurismo, trasgressione legalizzata, conformismo ecc…

Lo stile rispecchierà quello dei pezzi già pubblicati: chi ha interesse a linkarlo, me lo faccia sapere.

 

Teocrazia Proletariaun titolo semplicemente fantastico», dice Piero Vassallo), sarà il tributo ad un’adolescenza (la mia) passata a leggere Marx e Dostoevskij. Proverò a conciliare le mie elucubrazioni messianiche con la tradizionale dottrina cattolica. Sto già scrivendo una sorta di manifesto per chiarire gli intenti. Ora come ora, Teocrazia Proletaria assomiglia più ad una «favola narrata da un idiota, che alla fine non significa nulla», ma in realtà ho in mente un grande progetto, che prima o poi si spera darà luogo in proposte politiche concrete.

Ecco, appunto: su Teocrazia Proletaria si parlerà soprattutto di politica, e teologia.

 

Ringrazio tutti i lettori per il loro sostegno.

 

R.M.

 

 

PS: Non spaventatevi se vedete i bottoni di paypal con su scritto “Donazione”: non sono in bolletta! Anzi, sono il primo a dire che la storia dell’auto-finanziamento è una balla inventata dai più furbi per tirare quattro paghe. Io non spendo nulla per questo sito: l’host è gratuito, così come i servizi e la connessione. Se notate un po’ troppa pubblicità nel sito, è solo perché Altervista permette di guadagnare una moneta virtuale, l’Altercents, con la quale si possono comprare blocchi di spazio aggiuntivi e altri servizi migliorare il proprio sito.

In realtà ho aggiunto i bottoni paypal solo perché ho in mente di “investire” qualche soldo in questi due progetti. Il che significherà soprattutto spendere una buona parte dello stipendio per acquistare libri e riviste, ma non solo. Si annunciano già da ora iniziative colossali…

Nov 30

Un lettore mi domanda se sia stato io a porre delle domande a Maurizio Blondet sulla sua “infatuazione adelphica”.

Ovviamente sì, e la risposta è stata riportata dal sito Effedieffe sotto il titolo “Il tranello del cattoadelphismo” (26/10/’09): Read the rest of this entry »

Nov 25

Dell’intervista di Giovanni Lindo Ferretti a OttoeMezzo (14/11/2006) se ne è sempre parlato troppo poco.

Ora che, scomparsa da YouTube, è disponibile sul sito di LA7 (anche scaricabile in formato FLV), mi piacerebbe condividere le parti più importanti con i miei lettori: Read the rest of this entry »

Nov 25

Negli anni ’70 balzò agli onori delle cronache il “Gruppo di Controinformazione Ecclesiale”, una delle cosiddette “comunità cristiane di base”, con il testo …E continuavano a chiamarla l’ora di religione [Claudiana, Torino, 1974].

Il libro sbeffeggiava, in maniera del tutto pretestuosa, l’insegnamento tradizionale del cattolicesimo nelle aule scolastiche. Lo scopo manifesto del gruppo era quello di distruggere la classica “ora di religione” sostituendola con un insegnamento più “evangelico”, più “socialista” (sic), interprete «delle esigenze di rinnovamento e di sviluppo», che superasse «il carattere ideologico della “cultura cattolica” e la sua estraneità al pensiero moderno e cioè il suo carattere subculturale e totalizzante». Read the rest of this entry »

Nov 21

Non mi sono del tutto chiari i motivi per cui le case editrici Lindau e Fede & Cultura stiano facendo a gara nel pubblicare dei classici della cultura cattolica contemporanea.

A parte la clamorosa doppia edizione di Iota Unum (introvabile fino a pochi mesi fa, oggi disponibile persino sugli scaffali del supermercato, tra un Moccia e un Alberoni), desta qualche sospetto anche il doppione di Chesterton (San Tommaso d’Aquino, e forse tra un po’ San Francesco d’Assisi). Read the rest of this entry »

Nov 17

Spiace dirlo, ma per una volta Daniela Santanchè ha espresso un concetto sensato, seppur non condivisibile: «Per la nostra cultura Maometto era un pedofilo».

Lo ha urlato durante uno di quei simposi domenicali, trasmessi in diretta televisiva come esempio di “dibattito all’italiana”. Read the rest of this entry »

Nov 17

Mi è stata consigliata la lettura di una lunga intervista di Luigi Copertino, a proposito della pellicola Agora di Alejandro Amenábar (di prossima uscita), dedicata alla celebre “filosofa” Ipazia,

Il film è l’ennesima opera di disinformazione anti-cristiana, alla quale sarebbe vano rispondere in maniera seria. Tuttavia, dal momento che qualcuno è stato così gentile da segnalarmi l’intervista, proporrò di seguito qualche osservazione critica. Read the rest of this entry »

Nov 13

Il Ministero per le Pari Opportunità, sempre prodigo di sorprese e colpi di scena, ha adibito pochi giorni fa un numero verde per contrastare la pratica delle mutilazioni genitali femminili. L’iniziativa risponde ad una campagna internazionale sponsorizzata dall’ONU contro l’infibulazione. Read the rest of this entry »

Nov 5

Stamane me svejo e mi’ fijo face:

«A’ pa’, si nun te va lo crocefisso

Le Uropa te sgancia cinque testoni…»

E io je risponno: «Pe’ li me’ cojoni!

Mo’ ce vadi dar maestrino tuo, e fisso

je dichi “levemolo, nun me piace!”».

 

Pecché mi’ fijo, che n’è ‘n’ignorante

deve da credere cor darwinismo

che prima era ‘na scimmia, poi ‘n’omo novo,

ma poi con quer Cristo nun me ce trovo,

io c’ho ‘sto credo, so’ pe’ ll’uminismo!

Pure coso, Vorter, n’è dicea tante?

 

Pure coso, Oddifreddi, è sì mordace,

ch’er libbro suo me soregge l’infisso

de tutto er monno fatto de neutroni;

c’è n’antro che me regge li protoni,

se chiama Paolo Floresse d’Arcaisso,

ma li preveti nun je danno pace!

 

Mi’ fijo nun de’e ‘mparà mica Dante,

la scola ce ‘nsegna lo cristianismo,

ma stateve attenti, sì che me movo

le Uropa me dà ‘na gallina e ‘n’ovo,

così ve ‘mparo er novo catechismo

che principia cor fossile natante.

 

E co’ cinque pippi, mo’ che se face?

Io me sbattezzo, e a voi ve scrocifisso.

Ma che’mme frega d’e vostre raggioni:

sete ‘na manica de pecoroni,

sonnateve lo inferno e paradisso,

ch’io me godo ‘a vitaccia verace.

 

Le mie, di raggioni, so’ più che sante:

Viva l’Aicità, le Uropa e l’Atteismo!

Avemo fatto lo mejo ritrovo,

si tu c’hai ‘na crocetta, io te ce scovo:

semo i campioni der l’Ibberalismo,

noi semo la giustizzia militante!

 

E quello, appeso, intanto se compiace,

o me guarda storto, o me guarda fisso,

mo’ te riconficco li tre spuntoni…

Noantri semo tanti, semo leggioni,

tu nun se’ che ‘no morto crocefisso,

mica ce mannerai tutti a la brace!

 

(R.M., 2009)

  

Nov 5

Non posso fare a meno di aggiungere al mio studio sul cattoadelphismo, questa indagine parallela sui rapporti tra cultura e jettatura.

I miei amici lo sanno, che sono molto superstizioso. Ma questa superstizione non si esprime attraverso il folklore tradizionale (anche se possiedo, come tutti, il mio cornetto rosso), poiché è di un altro tipo: potrei definirla come “superstizione intellettuale”.

Si tratta del rifiuto di apprendere quel che provoca una istintuale repulsione. È per tale motivo che non ho mai avuto davanti a me una pagina di Guénon (il primo confronto sul cattoadelphismo è giunto infatti alla conclusione che «il miglior modo per opporsi a Guénon è… non leggerlo!»). Read the rest of this entry »

Nov 4

Abbiamo già spiegato che la parola “omofobia” non significa nulla. Venne creata nel 1971 dallo psicanalista (e militante gay) George Weinberg, giocando sul termine homos, che nello slang americano indica gli omosessuali.

Quando la parola venne tradotta, per instaurare la gaia psico-polizia negli atri paesi, ne risultò un pastrocchio etimologico: omos + fobos = paura di ciò che è eguale a sé. Read the rest of this entry »

Nov 2

Ho scoperto chi è l’anonimo venuto ad insultarmi, definendo il mio blog «uno dei tanti tentativi di portare i Cristiani nelle fila dell’Anticristo», e aggiungendo: «Spero (anche per la sua anima) che questo blog rimanga nella ‘nicchia’ in cui è».

Si fa chiamare “Pellegrino”, e su un bizzarro forum millenarista mi identifica come «un massone travestito da cattolico allo scopo di creare confusione». Read the rest of this entry »

Nov 2

Transeunte, cioè “momentaneo”, “transitorio”: è l’ennesima volta che uno scandalo sessuale trasforma i quotidiani italiani in giornaletti porno. E noi dovremmo ancora dire transeat. Read the rest of this entry »

Ott 26

Sarebbe pretenzioso voler esaurire con un semplice articolo il fenomeno del “cattoadelphismo” (l’infatuazione di molti intellettuali cattolici per la cerchia di Roberto Calasso), per giunta da parte di chi è ancora agli inizi della ricerca. Read the rest of this entry »

Ott 23

È vero, io sono un pericoloso etero-fascista. Ho già spiegato i motivi di questa scelta sia da un punto di vista politico-sociale (“Il capitalismo è sinonimo di lussuria sempre e comunque”, 08/12/08), che da uno morale-culturale (“Eterofobia: la ghettizzazione dell’eterosessualità”, 04/07/09).

Ma tenterò di rivolgermi, almeno per una volta, ai cosiddetti “laici” che premono per le Nozze di Sodoma. Read the rest of this entry »

Ott 20

In Italia è ormai abitudine definire “satira” qualsiasi offesa gratuita lanciata da un gruppetto di figuri che si autodefiniscono “comici”. Ma la cosa più fastidiosa è dover ricevere continuamente lezioni di morale da questi buffoni: loro difendono la democrazia, la libertà di stampa e di parola, l’onestà della sinistra contro la corruzione berlusconiana. Read the rest of this entry »

Ott 20

L’animale domestico più amato da Jean-Paul Sartre fu “Simone de Beauvoir”, uno splendido esemplare di donna-castoro, che lui preferiva chiamare col nomignolo di Le Castore (per l’assonanza del nome della specie “de Beauvoir” con l’inglese beaver). Read the rest of this entry »

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